Ragioneria Generale dello Stato

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Trimestrale di cassa - Anno 2023

Relazione sul conto consolidato di cassa delle amministrazioni pubbliche - 2023 (art. 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196)

Intro


LA RELAZIONE TRIMESTRALE DI CASSA

La Relazione sul conto consolidato di cassa delle Amministrazioni pubbliche è prevista dall’ art. 14, comma 4, della legge n.196/2009, come modificato dall’art. 1, comma 9, lett. a) della legge n. 163/2016.

Entro il 31 maggio, il 30 settembre e il 30 novembre il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - pubblica una relazione che espone i risultati della gestione di cassa delle Amministrazioni pubbliche riferita, rispettivamente, al primo trimestre, al primo semestre e ai primi nove mesi dell’anno.

La relazione riferita al primo semestre e pubblicata entro il 30 settembre riporta l'aggiornamento della stima annuale del conto consolidato di cassa delle Amministrazioni pubbliche.

I risultati sono articolati per sottosettore istituzionale – Amministrazioni centrali, Amministrazioni locali ed Enti di previdenza – e disaggregati per le principali componenti di incassi e pagamenti.

Le informazioni contenute nella Relazione consentono di monitorare l’evoluzione dei saldi di cassa e dei sottostanti flussi in entrata e in uscita.

Documenti


La trimestrale al 30 settembre 2023  (formato - dimensione 0 Kb)

Nei primi nove mesi del 2023 il saldo di cassa4 del conto del Settore pubblico è risultato pari a -102,7 miliardi (-6,9% del PIL5), in peggioramento di 53,4 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2022, pari a -49,4 miliardi (-3,5% del PIL6).
Il peggioramento è attribuibile all’aumento dei pagamenti finali (+66,4 miliardi) che risulta maggiore di quello degli incassi finali (+13,0 miliardi).
Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, è peggiorato di 57,3 miliardi.
Il confronto tra i due periodi risente di alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria. In particolare:

  • il versamento, il 13 aprile 2022, di 21,0 miliardi da parte dell’Unione Europea della prima rata dei fondi per il finanziamento del PNRR7;
  • Di questi, 10,0 miliardi di contributi a fondo perduto (grants) hanno migliorato il saldo;
  • la crescita dei crediti d’imposta esercitati in compensazione (+22,8 miliardi) rispetto al corrispondente periodo del 2022, dovuta all’utilizzo dei crediti “energia e gas” (+8,3 miliardi), dei bonus edilizi (+12,3 miliardi) e del pacchetto “Transizione 4.0” (+3,6 miliardi);
  • l’erogazione dell’Assegno Unico e Universale (AUU)8, resa operativa dal mese di marzo 2022 (+4,2 miliardi)9 nonché l’indicizzazione delle pensioni all’inflazione dell’anno precedente;
  • gli effetti dei rinnovi dei contratti del pubblico impiego per il triennio 2019-2021 siglati nel corso del 2022;
  • il trasferimento (7,8 miliardi), anche in Tesoreria statale10, alla Cassa per i Servizi Energetici e ambientali (CSEA) al fine di contenere l’aumento dei prezzi nel settore elettrico e del gas;
  • la diversa contabilizzazione del pagamento delle pensioni sul canale postale, (+5 miliardi);
  • la finalizzazione nel 2022 delle operazioni di riassetto di SACE trasferita dalla Cassa depositi e prestiti al MEF;
  • l’effetto delle disposizioni finalizzate a regolare la situazione del payback dispositivi medici, disciplinato dal Decreto-legge 34/2023;
  • il versamento da parte delle aziende di telecomunicazioni della rata per il 2022, pari a 4,8 miliardi, relativa all’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze 5G;
  • l’erogazione nel 2022 del prestito complessivo di 4 miliardi al Gestore dei servizi energetici - GSE S.p.A. per accelerare le operazioni di stoccaggio di gas naturale11.

Alla fine del mese di settembre 2023 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.844,1 miliardi12, in aumento di 86,6 miliardi rispetto alla consistenza rilevata al 31 dicembre 2022. L’incremento del debito, che considera anche varie partite di raccordo (gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione del tasso di cambio), e le disponibilità liquide del Tesoro (-11,5 miliardi) hanno finanziato il fabbisogno del Settore pubblico (102,7 miliardi).


4Il segno + indica un avanzo, il segno – indica un fabbisogno.

5PIL dei primi nove mesi del 2023 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 1° dicembre 2023.

6PIL dei primi nove mesi del 2022 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 1° dicembre 2023.

7L’erogazione è avvenuta a seguito della valutazione positiva della richiesta di pagamento presentata dall’Italia a fine dicembre, che ha certificato il raggiungimento dei 51 obiettivi previsti per il 2021.

8Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230.

9Fonte: Osservatorio statistico sull’Assegno unico e universale dell’INPS.

10 L’impatto sul saldo del Settore statale si verifica nel momento di utilizzo delle somme.

11 Art. 5 bis del Decreto-legge n. 50/2022.

12 Banca d’Italia – Statistiche - “Finanza pubblica: fabbisogno e debito – ottobre 2023” pubblicato il 15 dicembre 2023.

Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico

Archivio mesi precedenti


La trimestrale al 30 giugno 2023  (formato - dimensione 0 Kb)

Nel primo semestre del 2023 il saldo di cassa del conto del Settore pubblico è risultato pari a -94,6 miliardi (-9,7% del PIL), in peggioramento di 51,4 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2022, pari a -43,2 miliardi (-4,7% del PIL). Il peggioramento è attribuibile all'aumento dei pagamenti finali (+61,9 miliardi), e gli incassi finali sono aumentati (+10,5 miliardi).
Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, è peggiorato di 56,9 miliardi.
Il confronto tra i due semestri risente di alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria. In particolare:

  • la crescita dei crediti d'imposta esercitati in compensazione (+17,5 miliardi) rispetto al corrispondente periodo del 2022, dovuta all'utilizzo dei crediti energia e gas (+7,1 miliardi), dei bonus edilizi (+8,3 miliardi) e del pacchetto “Transizione 4.0” (+3,2 miliardi);
  • il versamento, il 13 aprile 2022, di 21,0 miliardi da parte dell'Unione Europea della prima rata dei fondi per il finanziamento del PNRR. Di questi, 10,0 miliardi di contributi a fondo perduto (grants) hanno migliorato il saldo;
  • gli effetti dei rinnovi dei contratti del pubblico impiego per il triennio 2019-2021 siglati nel corso del 2022;
  • l'erogazione dell'Assegno Unico e Universale (AUU), resa operativa dal mese di marzo 2022 (+3,3 miliardi) nonché l'indicizzazione delle pensioni all'inflazione dell'anno precedente;
  • la diversa contabilizzazione del pagamento delle pensioni sul canale postale, (+5 miliardi);
  • il trasferimento (7,5 miliardi), anche in Tesoreria statale, alla Cassa per i Servizi Energetici e ambientali (CSEA) al fine di contenere l'aumento dei prezzi nel settore elettrico e del gas;
  • la finalizzazione nel 2022 delle operazioni di riassetto di SACE trasferita dalla Cassa depositi e prestiti al MEF;
  • l'effetto delle disposizioni finalizzate a regolare la situazione del payback dispositivi medici, disciplinato dal Decreto-legge 34/2023.
Alla fine del mese di giugno 2023 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d'Italia è risultato pari a 2.848,2 miliardi, in aumento di 91,2 miliardi rispetto alla consistenza rilevata al 31 dicembre 2022. L'incremento del debito, che considera anche varie partite di raccordo (gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione del tasso di cambio), e le disponibilità liquide del Tesoro (-1,6 miliardi) hanno finanziato il fabbisogno del Settore pubblico (94,6 miliardi).

Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico


La trimestrale al 31 marzo 2023  (formato - dimensione 0 Kb)

Nel primo trimestre del 2023 il saldo di cassa4 del conto del Settore pubblico è risultato pari a -53,0 miliardi (-11,0% del PIL5), in peggioramento di 21,4 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2022, pari a -31,6 miliardi (-7,1% del PIL6).

Il peggioramento è quasi interamente attribuibile all’aumento dei pagamenti finali (+29,5 miliardi), che supera di gran lunga la crescita degli incassi finali (+8,1 miliardi).

Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, è peggiorato di 30,7 miliardi. Il confronto tra i due trimestri risente di alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria.

In particolare:

  • il maggior utilizzo dei crediti d’imposta energia e gas e per i bonus edilizi esercitati in compensazione;
  • gli effetti dei rinnovi dei contratti del pubblico impiego per il triennio 2019-2021 siglati nel corso del 2022;
  • l’erogazione dell’Assegno Unico e Universale (AUU)7, resa operativa dal mese di marzo 2022;
  • l’erogazione del prestito ponte alle Acciaierie d'Italia S.p.A. (ex ILVA S.p.A.) mediante il trasferimento all’Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. (INVITALIA S.p.A.);
  • la finalizzazione nel 2022 delle operazioni di riassetto di SACE trasferita dalla Cassa depositi e prestiti al MEF.

Alla fine del mese di marzo 2023 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.789,8 miliardi8, in aumento di 32,8 miliardi rispetto alla consistenza rilevata al 31 dicembre 2022. L’incremento del debito, che considera anche varie partite di raccordo (gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione del tasso di cambio), e le disponibilità liquide del Tesoro (-14,1 miliardi) hanno finanziato il fabbisogno del Settore pubblico (53,0 miliardi).


4 Il segno + indica un avanzo, il segno – indica un fabbisogno.

5 PIL dei primi tre mesi del 2023 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 31 maggio 2023.

6 PIL dei primi tre mesi del 2022 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 31 maggio 2023.

7 Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230.

8 Banca d’Italia – Statistiche - “Finanza pubblica: fabbisogno e debito – aprile 2023” pubblicato il 15 giugno 2023.


Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico

Riferimenti normativi