Il ciclo e gli strumenti della programmazione finanziaria e di bilancio sono individuati
all'art.7, comma 2, della L. 196/2009 e s.m.. Il punto di partenza è la predisposizione del
Documento di Economia e Finanza (DEF, normato dalla L. n. 39/2011), che illustra la situazione
economico-finanziaria del Paese e gli obiettivi che il Governo intende raggiungere. Il DEF è
presentato alle Camere entro il 10 aprile, così da consentirne l’approvazione in tempo utile per
l'invio, da effettuarsi entro il 30 aprile, delle sezioni relative al Programma di Stabilità (PS) e
al Piano Nazionale di Riforma (PNR) al Consiglio dell’Unione Europea.
Entro il 20 settembre, il Governo presenta al Parlamento la Nota di aggiornamento al DEF, che
contiene gli eventuali aggiornamenti degli obiettivi programmatici fissati nel DEF anche al fine di
recepire le raccomandazioni formulate dal Consiglio dell’Unione Europea in merito al PS. Sulla base
degli orientamenti programmatici esposti nella Nota, il Governo presenta, entro il 15 ottobre, il
disegno di legge di bilancio ed il disegno di legge di stabilità, dando inizio alla sessione
parlamentare di bilancio.
A partire dal 2013, in attuazione del Regolamento UE n.473/2013, gli Stati membri sono
tenuti a trasmettere entro il 15 ottobre alla Commissione Europea e all'Eurogruppo un progetto di
Documento Programmatico di Bilancio (DPB) per l’anno successivo. Il DPB riprende gli obiettivi
programmatici contenuti nella Nota di aggiornamento al DEF ed illustra le misure inserite nella
manovra di bilancio.
L’approvazione parlamentare, entro il 31 dicembre, dei disegni di legge di bilancio e di
stabilità chiude il ciclo della programmazione e autorizza la gestione finanziaria dello Stato.
Nel corso della gestione possono, inoltre, insorgere esigenze che richiedono rettifiche o
integrazioni agli stanziamenti previsti nel bilancio dello Stato. A tali esigenze si fa fronte
mediante l’adozione di decreti di variazione nel corso della gestione dell’esercizio finanziario;
inoltre, entro il mese di giugno di ciascun anno, il Ministro dell'Economia e delle Finanze
presenta un disegno di legge ai fini dell'assestamento delle previsioni di bilancio, che tiene
conto della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto.