Ragioneria Generale dello Stato

1869 - 2024: Ricorrono i 155 anni dall'istituzione della Ragioneria Generale dello Stato

Trimestrale di cassa - Anno 2022

Relazione sul conto consolidato di cassa delle amministrazioni pubbliche - 2022 (art. 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196)

Intro


LA RELAZIONE TRIMESTRALE DI CASSA

La Relazione sul conto consolidato di cassa delle Amministrazioni pubbliche è prevista dall’ art. 14, comma 4, della legge n.196/2009, come modificato dall’art. 1, comma 9, lett. a) della legge n. 163/2016.

Entro il 31 maggio, il 30 settembre e il 30 novembre il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - pubblica una relazione che espone i risultati della gestione di cassa delle Amministrazioni pubbliche riferita, rispettivamente, al primo trimestre, al primo semestre e ai primi nove mesi dell’anno.

La relazione riferita al primo semestre e pubblicata entro il 30 settembre riporta l'aggiornamento della stima annuale del conto consolidato di cassa delle Amministrazioni pubbliche.

I risultati sono articolati per sottosettore istituzionale – Amministrazioni centrali, Amministrazioni locali ed Enti di previdenza – e disaggregati per le principali componenti di incassi e pagamenti.

Le informazioni contenute nella Relazione consentono di monitorare l’evoluzione dei saldi di cassa e dei sottostanti flussi in entrata e in uscita.

Documenti


La trimestrale al 30 settembre 2022  (formato - dimensione 0 Kb)

Nei primi nove mesi del 2022 il saldo di cassa[1] del conto del Settore pubblico è risultato pari a -48,7 miliardi (-3,5% del PIL[2]), in miglioramento di 42,0 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2021, pari a -90,7 miliardi (-7,0% del PIL[3]).
Il miglioramento è attribuibile all’aumento degli incassi finali (+61,2 miliardi) che risulta maggiore di quello dei pagamenti finali (+19,2 miliardi).

Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, è migliorato di 46,7 miliardi.

Il confronto tra i due periodi risente dell’attuale situazione internazionale e dell’incremento dell’inflazione dovuto soprattutto ai prezzi dei prodotti energetici e delle materie prime e di alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria. In particolare, si evidenziano:

  • il versamento di 21,0 miliardi, il 13 aprile 2022, da parte dell’Unione Europea della prima rata dei fondi per il finanziamento del PNRR, a seguito della valutazione positiva della richiesta di pagamento presentata dall’Italia a fine dicembre, che ha certificato il raggiungimento dei 51 obiettivi previsti per il 2021 (lo scorso anno il trasferimento è stato di 24,9 miliardi circa a titolo di prefinanziamento). Nello specifico, l’effetto di miglioramento del saldo è determinato dal trasferimento dei contributi a fondo perduto (grants) pari a 10,0 miliardi nei primi nove mesi del 2022 e di 9,0 miliardi circa nel corrispondente periodo del 2021;
  • l’aumento degli incassi tributari (+32,6 miliardi) dovuto sia al trascinamento degli effetti positivi del 2021 sulle entrate, sia agli effetti del D.L. n. 34/2020 (c.d. “decreto Rilancio”) e del D.L. n. 104/2020 (c.d. “decreto Agosto”), che nel 2020 avevano disposto sospensioni, proroghe e rateizzazioni dei versamenti e nel 2021 la ripresa degli stessi, con effetti di gettito anche nel corso del 2022, e agli effetti dell’incremento dei prezzi al consumo che hanno influenzato la crescita del gettito dell’IVA;
  • la crescita degli incassi contributivi (+12,2 miliardi) per effetto dell’andamento positivo del quadro congiunturale e del mercato del lavoro;
  • il trasferimento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) al fine di contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas (circa 9,1 miliardi)[4];
  • la finalizzazione dell’operazione di riassetto del Gruppo SACE[5], con il trasferimento dalla Cassa depositi e prestiti al MEF della partecipazione detenuta in SACE, pari al 100% del capitale sociale, con pagamento in titoli di Stato appositamente emessi (4,3 miliardi);
  • la riduzione delle erogazioni a fondo perduto introdotte per la pandemia da COVID-19 dal D.L. 34/2020 (-11,5 miliardi);
  • le maggiori agevolazioni in conto capitale (+3,6 miliardi) concesse alle imprese, in particolare quelle funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi (c.d. Transizione 4.0);
  • il versamento da parte delle aziende di telecomunicazioni della rata per il 2022, pari a 4,8 miliardi, relativa all’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze 5G;
  • l’erogazione del prestito complessivo di 4 miliardi al Gestore dei servizi energetici - GSE S.p.A. per accelerare le operazioni di stoccaggio di gas naturale[6].

Alla fine del mese di settembre 2022 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.741361miliardi[7], in aumento di 65,0 miliardi rispetto alla consistenza rilevata al 31 dicembre 2021. L’incremento del debito, che considera anche varie partite di raccordo (gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione del tasso di cambio), ha finanziato il fabbisogno del Settore pubblico (48,7 miliardi) oltre a incrementare le disponibilità liquide del Tesoro per 0,6 miliardi.

[1] Il segno + indica un avanzo, il segno – indica un fabbisogno.

[2] PIL dei primi nove mesi del 2022 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 30 novembre 2022.

[3] PIL dei primi nove mesi del 2021 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 30 novembre 2022.

[4] 3,2 miliardi previsti dalla L. 234/2021, art. 1 commi 505, 507 e 508, 3,6 miliardi previsti dal D.L. 17/2022 artt. 1, 2 e 3, 0,1 miliardi previsti dal D.L. 21/2022 art 6 comma 2, 1,2 miliardi previsti dal D.L. 4/2022 art. 14 comma 2 e 1,0 miliardo previsto dal D.L. 50/2022 art. 1 ter.

[5] Ai sensi dell’art. 67 del Decreto legge 104/2020.

[6] Art. 5 bis del Decreto legge n. 50/2022.

[7] Banca d’Italia – Statistiche - “Finanza pubblica: fabbisogno e debito – ottobre 2022” pubblicato il 15 dicembre 2022.

Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico

Archivio mesi precedenti


La trimestrale al 30 giugno 2022  (formato - dimensione 0 Kb)

Nel primo semestre del 2022 il saldo di cassa4 del conto del Settore pubblico è risultato pari a -42,3 miliardi (-4,7% del PIL5), in miglioramento di 48,0 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2021, pari a -90,3 miliardi (-10,6% del PIL6).
Il miglioramento è attribuibile all’aumento degli incassi finali (+37,1 miliardi) e alla riduzione dei pagamenti finali (-10,9 miliardi).
Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, è migliorato di 46,0 miliardi.
Il confronto tra i due semestri risente dell'attuale situazione internazionale e dell'incremento dell'inflazione dovuto soprattutto ai prezzi dei prodotti energetici e delle materie prime e di alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria.

In particolare:

  • il versamento di 21,0 miliardi, il 13 aprile 2022, da parte dell’Unione Europea della prima rata dei fondi per il finanziamento del PNRR, a seguito della valutazione positiva della richiesta di pagamento presentata dall'Italia a fine dicembre, che ha certificato il raggiungimento dei 51 obiettivi previsti per il 2021. Di questi, i 10,0 miliardi relativi ai contributi a fondo perduto (grants) hanno migliorato il saldo;
  • l'aumento degli incassi tributari (+12,8 miliardi) dovuto sia al trascinamento degli effetti positivi sulle entrate del 2021, sia agli effetti del D.L. n. 34/2020 (c.d. “decreto Rilancio”) e del D.L. n. 104/2020 (c.d. “decreto Agosto”), che nel 2020 avevano disposto sospensioni, proroghe e rateizzazioni dei versamenti e nel 2021 la ripresa degli stessi, con effetti di gettito anche nel corso del 2022 e agli effetti dell’incremento dei prezzi al consumo che hanno influenzato la crescita del gettito dell'IVA. Inoltre, ha influito la diversa calendarizzazione dei versamenti per i contribuenti sottoposti agli indici di affidabilità fiscale (ISA), che lo scorso anno erano slittati a settembre, e la ripresa delle riscossioni per accertamento e controllo, sospese fino al 31 agosto 2021 (D.L. n. 73/2021, c.d. “decreto Sostegni-bis”);
  • la crescita degli incassi contributivi (+6,8 miliardi) per effetto dell'andamento positivo del quadro congiunturale e del mercato del lavoro;
  • il trasferimento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) al fine di contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico (circa 6,8 miliardi)7;
  • la finalizzazione dell'operazione di riassetto del Gruppo SACE8, con il trasferimento dalla Cassa depositi e prestiti al MEF della partecipazione detenuta in SACE, pari al 100% del capitale sociale, con pagamento in titoli di Stato appositamente emessi (4,3 miliardi);
  • la riduzione delle erogazioni a fondo perduto introdotte per la pandemia da COVID-19 dal D.L. 34/2020 (-10,9 miliardi);
  • le maggiori agevolazioni in conto capitale (+1,9 miliardi) concesse alle imprese, in particolare quelle funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi (c.d. “Transizione 4.0”).

Alla fine del mese di giugno 2022 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.767,9 miliardi9, in aumento di 90,0 miliardi rispetto alla consistenza rilevata al 31 dicembre 2021. L’incremento del debito, che considera anche varie partite di raccordo (gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione del tasso di cambio), ha finanziato il fabbisogno del Settore pubblico (42,3 miliardi) oltre a incrementare le disponibilità liquide del Tesoro per 38,8 miliardi.

4 Il segno + indica un avanzo, il segno – indica un fabbisogno.
5 PIL dei primi sei mesi del 2022 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 1° settembre 2022.
6 PIL dei primi sei mesi del 2021 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 1° settembre 2022.
7 3,2 miliardi previsti dalla Legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1 commi 505, 507 e 508 e 3,6 miliardi previsti dal Decretolegge 17/2022 artt. 1, 2 e 3.
8 Ai sensi dell’art. 67 del Decreto-legge 104/2020.
9 Banca d’Italia – Statistiche - “Finanza pubblica: fabbisogno e debito – luglio 2022” pubblicato il 15 settembre 2022.

Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico


La trimestrale al 31 marzo 2022  (formato - dimensione 0 Kb)

Nel primo trimestre del 2022 il saldo di cassa4 del conto del Settore pubblico è risultato pari a -31,5 miliardi (-7,2% del PIL5), in miglioramento di 9,7 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2021, pari a -41,2 miliardi (-10,1% del PIL6).

Il miglioramento è quasi interamente attribuibile all’aumento degli incassi finali (+16,4 miliardi), in parte ridotto dall’aumento dei pagamenti finali (+6,6 miliardi).

Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, è migliorato di 17,0 miliardi.

Il confronto tra i due trimestri risente ancora delle misure adottate per il contenimento dell’emergenza epidemiologica e di alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria. In particolare:

  • l’aumento degli incassi tributari (+12,3 miliardi) dovuto sia al trascinamento degli effetti positivi sulle entrate del 2021, sia agli effetti del D.L. n. 34/2020 (c.d. “decreto Rilancio”) e del D.L. n. 104/2020 (c.d. “decreto agosto”), che nel 2020 avevano disposto sospensioni, proroghe e rateizzazioni dei versamenti e nel 2021 la ripresa degli stessi, con effetti di gettito anche nel corso del 2022;
  • la crescita degli incassi contributivi per effetto del trascinamento della ripresa economica registrata nel corso del 2021 e della fine del regime emergenziale di anticipo del pagamento delle pensioni sul canale postale disposto, con ordinanza della protezione civile7, a partire da marzo 2020 al fine di contenere la diffusione dell’epidemia da Covid-19 e al ripristino, a decorrere dal mese di aprile 2022, dell’ordinario calendario di pagamento;
  • il trasferimento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) al fine di contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico (circa 3,2 miliardi)8;
  • la finalizzazione dell’operazione di riassetto di SACE, trasferita dalla Cassa depositi e prestiti al MEF con il trasferimento di titoli di Stato a CDP e la girata e scambio dei certificati azionari da CDP al MEF (4,3 miliardi);
  • le maggiori agevolazioni (+1,2 miliardi) concesse alle imprese, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi (c.d. Transizione 4.0)9;
  • i minori incassi al Fondo di rotazione per le politiche comunitarie (-2,0 miliardi) poiché rispetto alle riscossioni dello scorso anno non risultano ancora rimborsate le rendicontazioni inviate alla Commissione alla data del 31 dicembre 2021 e non sono più presenti i rimborsi di interventi rientranti nella programmazione comunitaria 2007-2013;
  • i minori versamenti al bilancio comunitario (-1,0 miliardo), poiché lo scorso anno la Commissione UE aveva richiesto degli anticipi dei dodicesimi del bilancio approvato;
  • l’operazione di vendita immobiliare effettuata dall’Ente di previdenza dei medici e odontoiatri (ENPAM), nell’ambito di una strategia di alienazione del patrimonio immobiliare a gestione diretta dell’Ente10; (0,8 miliardi).

Alla fine del mese di marzo 2022 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.755,4 miliardi11;, in aumento di 77,5 miliardi rispetto alla consistenza rilevata al 31 dicembre 2021.

L’incremento del debito, che considera anche varie partite di raccordo (gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione del tasso di cambio), ha finanziato il fabbisogno del Settore pubblico (31,5 miliardi) oltre a incrementare le disponibilità liquide del Tesoro per 48,1 miliardi.


4 Il segno + indica un avanzo, il segno – indica un fabbisogno.

5 PIL dei primi tre mesi del 2022 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 31 maggio 2022.

6 PIL dei primi tre mesi del 2021 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 31 maggio 2022.

7 Ordinanza della Protezione Civile n. 652 del 19 marzo 2020, da ultimo prorogata fino al mese di marzo con l’ordinanza 849 del 21 gennaio 2022

8 Legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1 commi 505 e 507.

9 La presenza di limiti annuali all’utilizzo in compensazione determina la concentrazione della fruizione nei primi mesi dell’anno, cioè nella prima data utile per l’utilizzo di crediti già maturati ma non spendibili nell’anno precedente.

10 L’operazione di dismissione ha interessato un portafoglio di 68 immobili, che sono stati ceduti al fondo immobiliare Apollo Global Management.

11 Banca d’Italia – Statistiche - “Finanza pubblica: fabbisogno e debito – aprile 2022” pubblicato il 15 giugno 2022.

Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico

Riferimenti normativi