Ragioneria Generale dello Stato

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Trimestrale di cassa - Anno 2021

Relazione sul conto consolidato di cassa delle amministrazioni pubbliche - 2021 (art. 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196)

Intro


LA RELAZIONE TRIMESTRALE DI CASSA

La Relazione sul conto consolidato di cassa delle Amministrazioni pubbliche è prevista dall’ art. 14, comma 4, della legge n.196/2009, come modificato dall’art. 1, comma 9, lett. a) della legge n. 163/2016.

Entro il 31 maggio, il 30 settembre e il 30 novembre il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - pubblica una relazione che espone i risultati della gestione di cassa delle Amministrazioni pubbliche riferita, rispettivamente, al primo trimestre, al primo semestre e ai primi nove mesi dell’anno.

La relazione riferita al primo semestre e pubblicata entro il 30 settembre riporta l'aggiornamento della stima annuale del conto consolidato di cassa delle Amministrazioni pubbliche.

I risultati sono articolati per sottosettore istituzionale – Amministrazioni centrali, Amministrazioni locali ed Enti di previdenza – e disaggregati per le principali componenti di incassi e pagamenti.

Le informazioni contenute nella Relazione consentono di monitorare l’evoluzione dei saldi di cassa e dei sottostanti flussi in entrata e in uscita.

Documenti


La trimestrale al 30 settembre 2021  (formato - dimensione 0 Kb)

Nei primi nove mesi del 2021 il saldo di cassa[1] del conto del Settore pubblico è risultato pari a -90,9 miliardi (-7,1% del PIL[2]), in miglioramento di 37,3 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2020, pari a -128,2 miliardi (-10,7% del PIL[3]).

Il miglioramento è attribuibile all’aumento degli incassi finali (+68,5 miliardi) che risulta maggiore di quello dei pagamenti finali (+31,3 miliardi).

Il confronto tra i due periodi presenta ancora delle disomogeneità per effetto del lockdown e delle misure adottate per il contenimento dell’emergenza epidemiologica a partire da marzo 2020. Inoltre, l’andamento del saldo di cassa risente della graduale ripresa dell’attività economica nel corso del 2021 e di alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria. In particolare, si evidenziano:

  • l’incasso del 13 per cento dei contributi a fondo perduto versati dalla UE e previsti dal Recovery Fund (circa 9 miliardi);
  • I provvedimenti di sospensione e proroga dei versamenti di tributi erariali e contributivi, emanati nel corso dell’ultimo trimestre del 2020, che hanno influenzato anche il gettito relativo ai primi nove mesi del 2021 modificando il consueto profilo temporale dei versamenti;
  • l’erogazione del contributo a fondo perduto da parte dell’Agenzia delle Entrate alle imprese e ai lavoratori autonomi individuati dal DL 34/2020 (+5,7 miliardi);
  • i maggiori crediti d’imposta concessi dallo Stato alle imprese e ai lavoratori autonomi (+2,2 miliardi);
  • l’effetto dovuto alla misura, introdotta nell’ambito del cosiddetto “taglio del cuneo fiscale”, relativa al trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati che ha sostituito il “bonus 80 euro” a partire da luglio 2020 (+2,3 miliardi)[4];
  • i minori versamenti di utili da parte delle Banca d’Italia (-2,0 miliardi);
  • i maggiori proventi relativi alla vendita all’asta delle quote di CO2 (+1,3 miliardi), anche per le nuove modalità di trasferimento al MEF che, a partire dal mese di agosto 2021, vengono effettuate da parte del Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. a conclusione di ogni singola sessione d’asta anziché trimestralmente;
  • il rimborso ai contribuenti relativo al cashback avviato nel mese di dicembre 2020 (1,1 miliardi);
  • i maggiori trasferimenti di risorse al Commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 (+2,5 miliardi);
  • l’incasso (0,9 miliardi) del 90% degli attivi in cui sono investite le riserve tecniche di SACE[5] trasferite al MEF;
  • il versamento da parte dei principali operatori per la proroga della durata dei diritti d’uso delle frequenze della banda 900-2100 Mhz (0,7 miliardi);
  • la diversa rimodulazione del pagamento dei trattamenti pensionistici e delle altre prestazioni sociali erogati attraverso il canale di Poste Italiane S.p.A., che ha fatto registrare pagamenti nel periodo di riferimento pari a nove mensilità, a fronte delle dieci erogate nell’esercizio precedente[6];
  • l’aumento di capitale a ITA (Italia Trasporto aereo S.p.A.) la NewCo costituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (0,7 miliardi);
  • i maggiori incassi per la gestione delle operazioni di Collateral (circa 1 miliardo);
  • l’incremento dei finanziamenti agevolati a valere sul Fondo 394-SIMEST[7] (+1,3 miliardi).

Alla fine del mese di settembre 2021 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.706,4 miliardi[8], in aumento di 133,0 miliardi rispetto alla consistenza rilevata al 31 dicembre 2020. L’incremento del debito, che considera anche varie partite di raccordo (gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione del tasso di cambio), ha finanziato il fabbisogno del Settore pubblico (90,9 miliardi) oltre a incrementare le disponibilità liquide del Tesoro per 53,9 miliardi.

[1]Il segno + indica un avanzo, il segno – indica un fabbisogno.

[2]PIL dei primi nove mesi del 2021 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 30 novembre 2021.

[3]PIL dei primi nove mesi del 2020 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 30 novembre 2021.

[4]Decreto legge del 5 febbraio 2020, n. 3, art. 1 c.c.m. dalla Legge del 2 aprile 2020, n. 21.

[5]DL 23/2020 (Decreto Liquidità), art. 2, comma 6. “6. Alla data di entrata in vigore del presente decreto, è riassicurato dallo Stato il novanta per cento degli impegni in essere a tale data assunti da SACE S.p.A. derivanti dall'attività assicurativa e digaranzia dei rischi definiti non di mercato dalla normativa dell'Unione Europea, ad esclusione di quelli per i quali è già stata presentata la richiesta di indennizzo o per i quali è stato comunicato a SACE S.p.A. il verificarsi, o la minaccia che si verifichi, un evento generatore di sinistro o un rischio incombente di sinistro, nonché di quelli per i quali è stata rilasciata garanzia dello Stato prima dell'entrata in vigore del presente decreto- ovvero ai sensi dei commi 4 e 5. Il novanta per cento degli attivi in cui sono investite le riserve tecniche è trasferito da SACE S.p.A. al Ministero dell'economia e delle finanze. La gestione di tali attivi è affidata a SACE S.p.A. che si attiene agli indirizzi del Ministero dell'economia e delle finanze. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge, il Ministero dell'economia e delle finanze e SACE S.p.A. possono procedere ad una verifica della coerenza tra l'ammontare delle riserve tecniche trasferite e la riassicurazione dello Stato, tenuto conto dell'assenza di remunerazione di questa.”.

[6]Si rimanda al paragrafo Enti di previdenza e assistenza sociale per approfondimenti.

[7]Decreto Legge 25 maggio 2021, n. 73, art. 11.

[8]Banca d'Italia - Statistiche - “Finanza pubblica: fabbisogno e debito – ottobre 2021” pubblicato il 15 dicembre 2021.

Archivio mesi precedenti


La trimestrale al 30 giugno 2021  (formato - dimensione 0 Kb)

Nel primo semestre del 2021 il saldo di cassa[1] del conto del Settore pubblico è risultato pari a -89,5 miliardi (-10,5% del PIL[2] ), in miglioramento di 4,8 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2020, pari a -94,3 miliardi (-12,2% del PIL[3]).

Il miglioramento è attribuibile all’aumento degli incassi finali (+35,8 miliardi) che risulta maggiore di quello dei pagamenti finali (+31,0 miliardi). Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, è migliorato di 10,0 miliardi.

Nell’analizzare i risultati semestrali dei due anni si deve considerare la disomogeneità provocata dall’emergenza sanitaria da COVID-19, che ha determinato un rallentamento dell’attività economica dovuto alla congiuntura e ha richiesto misure di sostegno all’economia a partire dalla metà del mese di marzo 2020 e nei primi mesi del 2021. Tali misure, nonché alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria, hanno influito sull’andamento del saldo di cassa e sul confronto tra i due semestri. In particolare, si evidenziano:

  • i provvedimenti di sospensione e proroga dei versamenti di tributi erariali e contributivi, emanati nel corso dell’ultimo trimestre del 2020, che hanno influenzato anche il gettito relativo ai primi sei mesi del 2021 modificando il consueto profilo temporale;
  • le maggiori prestazioni erogate dall’INPS (bonus ai lavoratori autonomi, cassa integrazione, ecc.);
  • l’erogazione del contributo a fondo perduto da parte dell’Agenzia delle Entrate alle imprese e ai lavoratori autonomi individuati dal DL 34/2020 (9,4 miliardi);
  • i maggiori crediti d’imposta concessi dallo Stato alle imprese e ai lavoratori autonomi (+2,7 miliardi);
  • l’effetto dovuto alla misura, introdotta nell’ambito del cosiddetto “taglio del cuneo fiscale”, relativa al trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati che ha sostituito il “bonus 80 euro” a partire da luglio 2020 (+2,2 miliardi)[4] ;
  • i minori versamenti di utili da parte delle Banca d’Italia (-2,0 miliardi);
  • i maggiori incassi del Fondo di rotazione per le politiche comunitarie (+1,4 miliardi);
  • i maggiori trasferimenti di risorse al Commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 (+2,1 miliardi);
  • l’incasso (0,9 miliardi) del 90% degli attivi in cui sono investite le riserve tecniche di SACE[5] trasferite al MEF;
  • il versamento da parte dei principali operatori per la proroga della durata dei diritti d’uso delle frequenze della banda 900-2100 Mhz (0,8 miliardi);
  • l’anticipo, temporaneo ed eccezionale, agli ultimi giorni del mese di giugno 2021 del pagamento dei trattamenti pensionistici e delle altre prestazioni sociali erogati attraverso il canale di Poste Italiane S.p.A., che normalmente sarebbero stati erogati nei primi giorni del mese di luglio 2021.

Alla fine del mese di giugno 2021 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.696,2 miliardi[6], in aumento di 122,8 miliardi rispetto alla consistenza rilevata al 31 dicembre 2020. L’incremento del debito, che considera anche varie partite di raccordo (gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione del tasso di cambio), ha finanziato il fabbisogno del Settore pubblico (89,5 miliardi) oltre a incrementare le disponibilità liquide del Tesoro per 42,0 miliardi.

[1]Il segno + indica un avanzo, il segno – indica un fabbisogno.

[2]PIL dei primi sei mesi del 2021 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 31 agosto 2021.

[3]PIL dei primi sei mesi del 2020 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 31 agosto 2021.

[4]Decreto legge del 5 febbraio 2020, n. 3, art. 1 c.c.m. dalla Legge del 2 aprile 2020, n. 21.

[5]DL 23/2020 (Decreto Liquidità), art. 2, comma 6. “6. Alla data di entrata in vigore del presente decreto, è riassicurato dallo Stato il novanta per cento degli impegni in essere a tale data assunti da SACE S.p.A. derivanti dall'attività assicurativa e digaranzia dei rischi definiti non di mercato dalla normativa dell'Unione Europea, ad esclusione di quelli per i quali è già stata presentata la richiesta di indennizzo o per i quali è stato comunicato a SACE S.p.A. il verificarsi, o la minaccia che si verifichi, un evento generatore di sinistro o un rischio incombente di sinistro, nonché di quelli per i quali è stata rilasciata garanzia dello Stato prima dell'entrata in vigore del presente decreto- ovvero ai sensi dei commi 4 e 5. Il novanta per cento degli attivi in cui sono investite le riserve tecniche è trasferito da SACE S.p.A. al Ministero dell'economia e delle finanze. La gestione di tali attivi è affidata a SACE S.p.A. che si attiene agli indirizzi del Ministero dell'economia e delle finanze. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge, il Ministero dell'economia e delle finanze e SACE S.p.A. possono procedere ad una verifica della coerenza tra l'ammontare delle riserve tecniche trasferite e la riassicurazione dello Stato, tenuto conto dell'assenza di remunerazione di questa.”.

[6]Banca d'Italia - Statistiche - “Finanza pubblica: fabbisogno e debito – agosto 2021” pubblicato il 15 ottobre 2021.

Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico


La trimestrale al 31 marzo 2021  (formato - dimensione 0 Kb)

Nel primo trimestre del 2021 il saldo di cassa[1] del conto del Settore pubblico è risultato pari a -40,8 miliardi (-10,0% del PIL[2] ), in peggioramento di 10,9 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2020, pari a -29,9 miliardi (-7,4% del PIL[3]).

Il peggioramento è quasi interamente attribuibile all’aumento dei pagamenti finali (+11,6 miliardi) solo in parte compensato dall’aumento degli incassi finali (+0,7 miliardi). Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, è peggiorato di 13,5 miliardi.

Nell’analizzare i risultati trimestrali dei due anni si deve considerare che l’emergenza sanitaria da COVID-19, che ha determinato un peggioramento del quadro economico congiunturale e ha richiesto misure di sostegno all’economia, si è manifestata a partire dalla metà del mese di marzo 2020. Pertanto, a differenza dei dati registrati nel primo trimestre 2020, quelli del 2021 risentono delle misure introdotte nel corso del 2020 e rinnovate nei primi mesi del 2021.

Sull’andamento del saldo di cassa e sul confronto tra i due trimestri hanno influito le misure adottate per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nonché il rallentamento dell’attività economica dovuto alla congiuntura e alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria.

In particolare, si evidenziano:

  • i provvedimenti di sospensione e proroga dei versamenti di tributi erariali e contributivi, emanati nel corso dell’ultimo trimestre del 2020, che hanno influenzato anche il gettito relativo ai primi tre mesi del 2021 modificando il consueto profilo temporale dei versamenti;
  • le maggiori prestazioni erogate dall’INPS (bonus ai lavoratori autonomi, cassa integrazione, ecc.);
  • l’erogazione del contributo a fondo perduto da parte dell’Agenzia delle Entrate alle imprese e ai lavoratori autonomi individuati dal DL 34/2020 (0,9 miliardi);
  • i maggiori incassi del Fondo di rotazione per le politiche comunitarie (circa 2 miliardi) e il più alto coefficiente mensile delle risorse IVA e RNL per finanziare un livello di spesa del bilancio comunitario più elevato;
  • l’incasso (0,9 miliardi) del 90% degli attivi in cui sono investite le riserve tecniche di SACE[4] trasferite al MEF;
  • i trasferimenti di risorse al Commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 (0,9 miliardi);
  • l’anticipo, temporaneo ed eccezionale, agli ultimi giorni del mese di marzo 2021 del pagamento dei trattamenti pensionistici e delle altre prestazioni sociali erogati attraverso il canale di Poste Italiane S.p.A., che normalmente sarebbero stati erogati nei primi giorni del mese di aprile 2021.

Alla fine del mese di marzo 2021 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.651,1 miliardi[5], in aumento di 77,7 miliardi rispetto alla consistenza rilevata al 31 dicembre 2020. L’incremento del debito, che considera anche varie partite di raccordo (gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione del tasso di cambio), ha finanziato il fabbisogno del Settore pubblico (40,8 miliardi) oltre a incrementare le disponibilità liquide del Tesoro per 42,2 miliardi.

[1]Il segno + indica un avanzo, il segno – indica un fabbisogno.

[2]PIL dei primi tre mesi del 2020 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 1 giugno 2021.

[3]PIL dei primi tre mesi del 2019 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 1 giugno 2021.

[4]DL 23/2020 (Decreto Liquidità), art. 2, comma 6. “6. Alla data di entrata in vigore del presente decreto, è riassicurato dallo Stato il novanta per cento degli impegni in essere a tale data assunti da SACE S.p.A. derivanti dall'attività assicurativa e digaranzia dei rischi definiti non di mercato dalla normativa dell'Unione Europea, ad esclusione di quelli per i quali è già stata presentata la richiesta di indennizzo o per i quali è stato comunicato a SACE S.p.A. il verificarsi, o la minaccia che si verifichi, un evento generatore di sinistro o un rischio incombente di sinistro, nonché di quelli per i quali è stata rilasciata garanzia dello Stato prima dell'entrata in vigore del presente decreto- ovvero ai sensi dei commi 4 e 5. Il novanta per cento degli attivi in cui sono investite le riserve tecniche è trasferito da SACE S.p.A. al Ministero dell'economia e delle finanze. La gestione di tali attivi è affidata a SACE S.p.A. che si attiene agli indirizzi del Ministero dell'economia e delle finanze. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge, il Ministero dell'economia e delle finanze e SACE S.p.A. possono procedere ad una verifica della coerenza tra l'ammontare delle riserve tecniche trasferite e la riassicurazione dello Stato, tenuto conto dell'assenza di remunerazione di questa.”.

[5]Banca d’Italia – Statistiche - “Finanza pubblica: fabbisogno e debito – aprile 2021” pubblicato il 15 giugno 2021.

Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico

Riferimenti normativi