Intro
LA RELAZIONE TRIMESTRALE DI CASSA
La Relazione sul conto consolidato di cassa delle Amministrazioni pubbliche è prevista dall’ art. 14, comma 4, della legge n.196/2009, come modificato dall’art. 1, comma 9, lett. a) della legge n. 163/2016.
Entro il 31 maggio, il 30 settembre e il 30 novembre il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - pubblica una relazione che espone i risultati della gestione di cassa delle Amministrazioni pubbliche riferita, rispettivamente, al primo trimestre, al primo semestre e ai primi nove mesi dell’anno.
La relazione riferita al primo semestre e pubblicata entro il 30 settembre riporta l'aggiornamento della stima annuale del conto consolidato di cassa delle Amministrazioni pubbliche.
I risultati sono articolati per sottosettore istituzionale – Amministrazioni centrali, Amministrazioni locali ed Enti di previdenza – e disaggregati per le principali componenti di incassi e pagamenti.
Le informazioni contenute nella Relazione consentono di monitorare l’evoluzione dei saldi di cassa e dei sottostanti flussi in entrata e in uscita.
Documenti
Nel periodo gennaio-settembre del 2020 il saldo di cassa[1] del conto del Settore pubblico è risultato pari a -125,7 miliardi (-10,5% del PIL[2]), in peggioramento di 72,2 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2019, pari a -53,6 miliardi (-4,1% del PIL[3]). Alla determinazione del saldo hanno contribuito un aumento dei pagamenti finali (+37,8 miliardi) e una diminuzione degli incassi finali (-34,3 miliardi).
Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, peggiora di 75,2 miliardi.
Il conto del Settore pubblico del 2020 include informazioni relative a unità istituzionali (ad esempio: Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.) che, essendo state inserite nell’elenco delle Amministrazioni pubbliche a settembre del 2019[4], non sono comprese nel conto del Settore pubblico degli anni 2018 e 2019.
Sull’andamento del saldo di cassa hanno influito il rallentamento dell’attività economica dovuto alla congiuntura e le misure adottate per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, nonché alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria. In particolare:
- la sospensione dei versamenti tributari e contributivi e le maggiori prestazioni erogate dall’INPS (bonus per i lavoratori autonomi, cassa integrazione, ecc.) previsti nei DL 18/2020[5] (cosiddetto Cura Italia), DL 23/2020 (cosiddetto Liquidità), DL 34/2020 (cosiddetto Rilancio) e DL 104/2020 (cosiddetto Agosto);
- l’erogazione del contributo a fondo perduto da parte dell’Agenzia delle Entrate alle imprese e ai lavoratori autonomi individuati dal DL 34/2020 (6,1 miliardi);
- i trasferimenti di risorse al Commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 (2,2 miliardi);
- l’anticipo, temporaneo ed eccezionale, agli ultimi giorni del mese di settembre del pagamento dei trattamenti pensionistici e delle altre prestazioni sociali erogati attraverso il canale di Poste Italiane S.p.A., che normalmente sarebbero stati erogati nei primi giorni del mese di ottobre;
- l’erogazione all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. (INVITALIA) per il rafforzamento patrimoniale della Banca del Mezzogiorno - Mediocredito centrale (0,4 miliardi)[6];
- la minore remunerazione rispetto al 2019 del conto di Tesoreria statale intestato alla Cassa Depositi e prestiti S.p.A. (-2,7 miliardi);
- i maggiori versamenti di utili da parte della Banca d’Italia rispetto al 2019 (+2,2 miliardi);
- le riscossioni lo scorso anno per il pay-back farmaceutico (0,8 miliardi), relative al versamento da parte delle aziende farmaceutiche delle somme pregresse per il ripiano della spesa farmaceutica oltre i tetti di spesa previsti[7], da trasferire successivamente alle Regioni;
- i minori proventi (0,5 miliardi) dalle aste delle quote CO2 per le modifiche apportate nella convenzione MEF-GSE[8] sulla gestione e trasferimento dei proventi delle aste alla Tesoreria dello Stato;
- il rinnovo del CCNL dell’Area Sanità per la dirigenza sottoscritto il 19 dicembre 2019 i cui effetti si sono dispiegati nel 2020.
Al 30 settembre 2020 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.583,8 miliardi[9], in aumento di 173,9 miliardi rispetto alla consistenza del 31 dicembre 2019. L’aumento del debito, che considera varie partite di raccordo (scarti e premi all'emissione e al rimborso, rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e variazione del cambio), oltre a finanziare il fabbisogno del Settore pubblico ha incrementato le disponibilità liquide del Tesoro per 51,6 miliardi.
(1) Il segno + indica un avanzo, il segno – indica un fabbisogno.
(2) PIL dei primi nove mesi del 2020 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 1 dicembre 2020.
(3) PIL dei primi nove mesi del 2019 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 1 dicembre 2020.
(4) Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 229 del 30-09-2019.
(5) La Legge n. 27 del 24 aprile 2020, di conversione, con modificazioni, del Decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 nell’articolo 1, comma 2, ha abrogato i Decreti legge 2 marzo 2020, n. 9, 8 marzo 2020, n. 11, e 9 marzo 2020, n. 14. Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi Decreti-legge abrogati.
(6) Decreto legge 16 dicembre 2019, n.142.
(7) Nell’ambito della procedura di cui al Decreto legge 135/2018, art 9-bis, commi 3-6.
(8) Il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. assolve alla funzione di Responsabile del Collocamento per l’Italia ai sensi dell’articolo 19 del Decreto Legislativo 30/2013.
(9) Banca d’Italia – Statistiche - “Finanza pubblica: fabbisogno e debito – ottobre 2020” pubblicato il 15 dicembre 2020.
Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico
Archivio mesi precedenti
Nel periodo gennaio-giugno del 2020 il saldo di cassa[1] del conto del Settore pubblico è risultato pari a -93,9 miliardi (-12,1% del PIL[2]), in peggioramento di 62,6 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2019, pari a -31,3 miliardi (-3,6% del PIL[3]). Alla determinazione del saldo hanno contribuito un aumento dei pagamenti finali (+28,8 miliardi) e una diminuzione degli incassi finali (-33,8 miliardi).
Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, peggiora di 61,0 miliardi.
Il conto del Settore pubblico del 2020 include informazioni relative a unità istituzionali (ad esempio: Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.) che, essendo state inserite nell'elenco delle Amministrazioni pubbliche a settembre del 2019[4], non sono comprese nel conto del Settore pubblico degli anni 2018 e 2019.
Sull'andamento del saldo di cassa hanno influito fattori straordinari dovuti alle misure adottate per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, nonché alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria. In particolare:
- la sospensione dei versamenti tributari e contributivi e le maggiori prestazioni erogate dall'INPS (bonus per i lavoratori autonomi, cassa integrazione, ecc.) previsti nei DL 18/2020[5] (cosiddetto Cura Italia), DL 23/2020 (cosiddetto Liquidità) e DL 34/2020 (cosiddetto Rilancio);
- l’anticipo, temporaneo ed eccezionale, agli ultimi giorni del mese di giugno del pagamento dei trattamenti pensionistici e delle altre prestazioni sociali erogati attraverso il canale di Poste Italiane S.p.A., che normalmente sarebbero stati erogati nei primi giorni del mese di luglio;
- l’erogazione di un contributo in conto capitale alla Banca del Mezzogiorno (0,4 miliardi)[6];
- la minore remunera]zione rispetto al 2019 del conto di Tesoreria statale intestato alla Cassa Depositi e prestiti S.p.A. (-1,1 miliardi);
- i maggiori versamenti di utili da parte della Banca d’Italia rispetto al 2019 (+2,2 miliardi);
[1]Il segno + indica un avanzo, il segno – indica un fabbisogno.
[2] PIL dei primi sei mesi del 2020 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 31 agosto 2020.
[3] PIL dei primi sei mesi del 2019 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 31 agosto 2020.
[4] Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 229 del 30-09-2019.
[5] La legge n. 27 del 24 aprile 2020, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 nell'articolo 1, comma 2, ha abrogato i decreti-legge 2 marzo 2020, n. 9, 8 marzo 2020, n. 11, e 9 marzo 2020, n. 14. Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi decreti-legge abrogati.
Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico
Nel periodo gennaio-marzo del 2020 il saldo di cassa[1] del conto del Settore pubblico è risultato pari a -29,5 miliardi (-7,3% del PIL[2] ), in peggioramento di 1,7 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2019, pari a -27,9 miliardi (-6,5% del PIL[3]).
Alla determinazione del saldo ha contribuito un aumento dei pagamenti (+9,7 miliardi), solo in parte compensato da un aumento degli incassi (+8,0 miliardi).
Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, peggiora di 1,7 miliardi.
Il conto del Settore pubblico del 2020 include informazioni relative a unità istituzionali (ad esempio: Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.) che, essendo state inserite nell’elenco delle Amministrazioni pubbliche a settembre del 2019[4], non sono comprese nel conto del Settore pubblico del 2018 e del 2019.
Sull’andamento del saldo di cassa, nonché degli incassi e dei pagamenti, hanno influito i seguenti fattori straordinari dovuti alle misure adottate per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19:
- la sospensione dei versamenti tributari e contributivi del mese di marzo prevista nel DL 18\2020 (cosiddetto Cura Italia);
- l’anticipo, temporaneo ed eccezionale, agli ultimi giorni del mese di marzo del pagamento dei trattamenti pensionistici e delle altre prestazioni sociali erogati attraverso il canale di Poste Italiane S.p.A., che normalmente sarebbero stati erogati nei primi giorni del mese di aprile.
Alla fine del mese di marzo 2020 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.431,1 miliardi[5], in aumento di 21,2 miliardi rispetto alla consistenza raggiunta al 31 dicembre 2019. Il fabbisogno del Settore pubblico pari a 29,5 miliardi è stato finanziato dall’incremento del debito, dalla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro per 2,8 miliardi e per la parte restante da altre partite di raccordo.
[1]Il segno + indica un avanzo, il segno – indica un fabbisogno.
[2]PIL dei primi tre mesi del 2020 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali – 29 maggio 2020.
[3]PIL dei primi tre mesi del 2019 - Fonte ISTAT conti economici trimestrali - 29 maggio 2020.
[4]Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.229 del 30-09-2019.
[5]Banca d’Italia – Statistiche - “Finanza pubblica: fabbisogno e debito – aprile 2020” pubblicato il 15 giugno 2020.