Intro
La presente Relazione espone le risultanze della gestione della finanza pubblica al termine del terzo trimestre del 2010 a raffronto con quella dei corrispondenti periodi del 2009 e del 2008.
L’analisi è condotta con riferimento al settore pubblico con separata evidenza per i diversi comparti che lo compongono (Settore statale, Enti di previdenza, Sanità, Enti territoriali e altri Enti pubblici consolidati).
Accanto a questi si espongono i dati del conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche elaborato dall’Istat.
Il fabbisogno cumulato del settore pubblico al 30 settembre 2010 è risultato pari a 66.536 milioni, inferiore di 8.812 milioni a quello del corrispondente periodo del 2009; in termini di saldo primario(1) si è avuto un disavanzo di 11.303 milioni mentre nel corrispondente periodo dello scorso anno il disavanzo era stato di 20.045 milioni.
Al termine del terzo trimestre 2010 il fabbisogno del settore statale si attesta a 64.502 milioni con un disavanzo primario di 12.543 milioni.
Nel corrispondente periodo del 2009 il fabbisogno era stato di 72.398 milioni e il disavanzo primario di 20.613 milioni. I dati di preconsuntivo, al 31 dicembre 2010, vedono il fabbisogno del settore statale attestarsi a 67.500 milioni inferiore di circa 19.300 milioni rispetto a quello registrato nell’analogo periodo del 2009.
Dalla lettura dei dati del conto trimestrale pubblicato dall’Istat(2) risulta un indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche pari, per il terzo trimestre del 2010, a 58.120 milioni (Figura Pr-1), inferiore di 3.317 milioni rispetto a quello del corrispondente periodo del 2009; le incidenze sul PIL sono risultate pari al -5,1 per cento nel 2010 e al -5,5 per cento nel 2009.
Il saldo corrente nel terzo trimestre del 2010 è risultato negativo per 29.182 milioni (-2,5% del PIL), l’incidenza rispetto al Pil è rimasta invariata nel 2009 anche se in valori assoluti è risultato pari a 27.860 milioni; il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo per 6.781 milioni (-0,6% del PIL) contro i -10.369 milioni (-0,9% del PIL) dello stesso periodo del 2009.
Al leggero miglioramento del valore dell’indebitamento netto concorrono in egual misura sia una lieve diminuzione delle uscite, sia un lieve incremento delle entrate.
Dal lato delle entrate è risultato un aumento delle imposte indirette di 4.402 milioni corrispondente ad un incremento del 2,9 per cento a compensare, sia la leggera flessione delle dirette (-0,6%), sia la significativa contrazione delle imposte in conto capitale di 3.758 milioni collegata al fatto che il 2009 aveva beneficiato dell’imposta sostitutiva derivante dall’a pplicazione dei principi contabili IAS/IFRS ai bilanci delle aziende e dalla rivalutazione di immobili.
Anche le altre entrate correnti fanno registrare un incremento del 3,0 per cento corrispondente a 1.090 milioni.
Sul versante delle uscite, mentre i redditi da lavoro dipendente hanno fatto registrare un lieve incremento di 0,4 per cento, le prestazioni sociali sono aumentate di 4.912, milioni con un incremento del 2,4 per cento.
Anche le altre uscite correnti sono aumentate dell’ 1,6 per cento e gli interessi passivi dello 0,5 per cento.
A compensare tutti questi incrementi contribuiscono: le riduzioni degli investimenti fissi lordi (-2.792 milioni), le altre uscite in conto capitale (-5.016 milioni) e i consumi intermedi (-851 milioni).
Le uscite complessive nel terzo trimestre del 2010 diminuiscono di -1.854 milioni, -0,3 in termini percentuali.
Il quadro di finanza pubblica nel terzo trimestre 2010, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, riflette l’inversione di tendenza rispetto al forte peggioramento che ha caratterizzato il periodo precedente mostrando una leggera diminuzione di tutti i saldi di finanza pubblica.
1: Il saldo primario di cassa per il settore pubblico è calcolato per differenza tra le entrate e le uscite finali depurate dalla spesa sostenuta per il pagamento degli interessi sui titoli del debito. Tale dato non è immediatamente raffrontabile con il saldo primario calcolato dall’Istat per la stima dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche perché quest’ultimo non è comprensivo delle partite finanziarie.
2: Reso noto dall’Istat in data 10 gennaio 2011.Per approfondimenti vedi http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/contoPA/ 20101004_00/