Intro
La Relazione trimestrale di cassa espone le risultanze della gestione della finanza pubblica al termine del terzo trimestre del 2009 a raffronto con quella dei corrispondenti periodi del 2008 e del 2007.
L'analisi è condotta con riferimento al settore pubblico con separata evidenza per i diversi comparti che lo compongono (Settore statale, Enti di previdenza, Sanità, Enti territoriali e altri Enti pubblici consolidati).
Accanto a questi si espongono i dati del conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche elaborato dall'Istat.
Il fabbisogno cumulato del settore pubblico al 30 settembre 2009 è risultato pari a 73.983 milioni, superiore di 38.365 milioni a quello del corrispondente periodo del 2008; in termini di saldo primario (vedi Nota 1) si è avuto un disavanzo di 19.344 milioni mentre nel corrispondente periodo dello scorso anno si era registrato un avanzo di 23.244 milioni.
Al termine del terzo trimestre 2009, il fabbisogno del settore statale si attesta a 72.398 milioni con un disavanzo primario di 20.613 milioni.
Nel corrispondente periodo del 2008 il fabbisogno era stato di 39.701 milioni in presenza di un avanzo primario di 15.896 milioni.
In termini tendenziali, al 31 dicembre 2009, il fabbisogno del settore statale si attesta a 85.900 milioni, superiore di circa 31.600 milioni rispetto a quello registrato nell'analogo periodo del 2008.
Dalla lettura dei dati del conto trimestrale pubblicato dall'Istat risulta un indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche pari, fino al terzo trimestre del 2009, a 58.707 milioni, superiore di 26.666 milioni rispetto a quello del corrispondente periodo del 2008; le incidenze sul PIL sono risultate pari al -5,2 per cento nel 2009 e al -2,8 per cento nel 2008.
Il saldo corrente è risultato negativo per 26.343 milioni (-2,3% del PIL) in forte crescita rispetto al 2008 (+29.483 milioni) per il quale si registrava un risparmio di 3.140 milioni (pari allo +0,3% del PIL); il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo per 9.266 milioni (-0,8% del PIL) contro un saldo positivo di 27.341 milioni (2,3% del PIL) al terzo trimestre del 2008.
Al peggioramento del valore dell'indebitamento netto concorrono la riduzione delle entrate totali per 12.237 milioni e il contestuale incremento delle uscite totali per 14.429 milioni.
Sulla contrazione delle entrate incide la riduzione per 18.646 milioni del gettito tributario (-9.473 milioni per le imposte dirette e -9.173 milioni per le imposte indirette), solo in parte compensato dall'incremento delle entrate in conto capitale per 6.298 milioni (8.362 milioni per il 2009 a fronte dei 2.064 milioni del 2008).
Su quest'ultime influisce l'incremento di 6.526 milioni delle sole imposte in conto capitale nelle quali sono stati contabilizzati i versamenti una tantum relativi all'imposta sostitutiva di alcuni tributi.
Seppur lievemente, anche l'incremento delle altre entrate correnti per 1.978 milioni contribuisce a compensare la frenata del gettito tributario.
Dal lato delle uscite si è registrato un incremento di 10.948 milioni delle uscite correnti e di 3.841 milioni delle uscite in conto capitale a fronte di una sensibile riduzione della spesa per interessi pari a 9.941 milioni.
Il deterioramento del quadro di finanza pubblica nel terzo trimestre 2009 rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente riflette il perdurare della congiuntura economica negativa che caratterizza ormai da più di un anno Stati Uniti e Europa e che ha avuto pesanti ripercussioni sui sistemi economici nazionali ad ogni livello.
Nota 1 - Il saldo primario di cassa per il settore pubblico è calcolato per differenza tra le entrate e le uscite finali depurate dalla spesa sostenuta per il pagamento degli interessi sui titoli del debito.
Tale dato non è immediatamente raffrontabile con il saldo primario calcolato dall'Istat per la stima dell'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche perché quest'ultimo non è comprensivo delle partite finanziarie.