Intro
LA RELAZIONE TRIMESTRALE DI CASSA
La Relazione sul conto consolidato di cassa delle Amministrazioni pubbliche è prevista dall’ art. 14, comma 4, della legge n.196/2009, come modificato dall’art. 1, comma 9, lett. a) della legge n. 163/2016.
Entro il 31 maggio, il 30 settembre e il 30 novembre il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - pubblica una relazione che espone i risultati della gestione di cassa delle Amministrazioni pubbliche riferita, rispettivamente, al primo trimestre, al primo semestre e ai primi nove mesi dell’anno.
La relazione riferita al primo semestre e pubblicata entro il 30 settembre riporta l'aggiornamento della stima annuale del conto consolidato di cassa delle Amministrazioni pubbliche.
I risultati sono articolati per sottosettore istituzionale – Amministrazioni centrali, Amministrazioni locali ed Enti di previdenza – e disaggregati per le principali componenti di incassi e pagamenti.
Le informazioni contenute nella Relazione consentono di monitorare l’evoluzione dei saldi di cassa e dei sottostanti flussi in entrata e in uscita.
Documenti
Nei primi nove mesi del 2024 il saldo di cassa del conto del Settore pubblico è risultato pari a -109,4 miliardi (-6,7% del PIL), in peggioramento di 7,5 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2023, pari a -101,9 miliardi (-6,4% del PIL). Il peggioramento è attribuibile all’aumento dei pagamenti finali (+72,5 miliardi) che risulta maggiore di quello degli incassi finali (+65,0 miliardi). Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, è peggiorato di 0,2 miliardi.
Il confronto tra i due periodi risente di alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria.
In particolare:
- il versamento, nel mese di agosto, della quinta rata dei contributi a fondo perduto da parte dell’Unione Europea (3,1 miliardi);
- i contributi a fondo perduto versati a gennaio dall’Unione europea per finanziare investimenti e riforme chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi REPowerEU (0,6 miliardi);
- il maggior utilizzo dei crediti d’imposta esercitati in compensazione (+7,5 miliardi) dovuta ai maggiori tiraggi per i bonus edilizi (+19,1 miliardi), al minore utilizzo dei crediti “Energia e gas”, terminati a novembre 2023 (-9,8 miliardi) e dei crediti DTA (-2,1 miliardi);
- il venir meno di gran parte delle misure di contenimento dell’aumento dei prezzi nel settore elettrico e del gas che ha comportato un minore trasferimento (-10 miliardi circa), anche in Tesoreria statale, alla Cassa per i Servizi Energetici e ambientali -CSEA-;
- la maggiore spesa per le prestazioni sociali (+15 miliardi circa) dovuta in gran parte alla rivalutazione ai prezzi delle prestazioni per l’anno 2024;
- i minori versamenti al bilancio comunitario (-1,5 miliardi), per la riduzione della spesa da finanziare nel bilancio UE, che ha comportato minori richieste di contribuzione agli Stati membri, e per la contrazione del gettito dei dazi doganali che costituiscono le Risorse proprie tradizionali dell’Unione europea;
- gli incassi relativi al versamento della terza, quarta e quinta rata della definizione agevolata;
- i minori utili versati dalla Banca d’Italia (-1 miliardo).
Alla fine del mese di settembre 2024 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.961,4 miliardi, in aumento di 93,0 miliardi rispetto alla consistenza rilevata al 31 dicembre 2023. L’incremento del debito, che considera anche varie partite di raccordo (gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione del tasso di cambio) e le disponibilità liquide del Tesoro (-8,7 miliardi) hanno finanziato il fabbisogno del Settore pubblico (109,4 miliardi).
Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico
Archivio mesi precedenti
Nel primo semestre del 2023 il saldo di cassa del conto del Settore pubblico è risultato pari a -94,6 miliardi (-9,7% del PIL), in peggioramento di 51,4 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2022, pari a -43,2 miliardi (-4,7% del PIL). Il peggioramento è attribuibile all'aumento dei pagamenti finali (+61,9 miliardi), e gli incassi finali sono aumentati (+10,5 miliardi).
Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, è peggiorato di 56,9 miliardi.
Il confronto tra i due semestri risente di alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria. In particolare:
- la crescita dei crediti d'imposta esercitati in compensazione (+17,5 miliardi) rispetto al corrispondente periodo del 2022, dovuta all'utilizzo dei crediti energia e gas (+7,1 miliardi), dei bonus edilizi (+8,3 miliardi) e del pacchetto “Transizione 4.0” (+3,2 miliardi);
- il versamento, il 13 aprile 2022, di 21,0 miliardi da parte dell'Unione Europea della prima rata dei fondi per il finanziamento del PNRR. Di questi, 10,0 miliardi di contributi a fondo perduto (grants) hanno migliorato il saldo;
- gli effetti dei rinnovi dei contratti del pubblico impiego per il triennio 2019-2021 siglati nel corso del 2022;
- l'erogazione dell'Assegno Unico e Universale (AUU), resa operativa dal mese di marzo 2022 (+3,3 miliardi) nonché l'indicizzazione delle pensioni all'inflazione dell'anno precedente;
- la diversa contabilizzazione del pagamento delle pensioni sul canale postale, (+5 miliardi);
- il trasferimento (7,5 miliardi), anche in Tesoreria statale, alla Cassa per i Servizi Energetici e ambientali (CSEA) al fine di contenere l'aumento dei prezzi nel settore elettrico e del gas;
- la finalizzazione nel 2022 delle operazioni di riassetto di SACE trasferita dalla Cassa depositi e prestiti al MEF;
- l'effetto delle disposizioni finalizzate a regolare la situazione del payback dispositivi medici, disciplinato dal Decreto-legge 34/2023.
Tavole di dati: conto di cassa del settore pubblico e dei sotto settori e dei quadri di costruzione del settore pubblico
Nel primo trimestre del 2024 il saldo di cassa del conto del Settore pubblico è risultato pari a -51,3 miliardi (-11,4% del PIL), in miglioramento di 1,6 miliardi rispetto al saldo del corrispondente periodo del 2023, che era risultato pari a -52,9 miliardi (-11,8% del PIL). Il miglioramento è attribuibile all’aumento degli incassi finali (+20,9 miliardi) che supera la crescita dei pagamenti finali (+19,3 miliardi). Il saldo di cassa al netto delle operazioni di natura finanziaria, non considerate nel calcolo dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, è migliorato di 5,7 miliardi.
Il confronto tra i due trimestri risente di alcune operazioni la cui entità o tipologia può ritenersi straordinaria. In particolare:
- il maggior utilizzo dei crediti d’imposta esercitati in compensazione per i “bonus edilizi” (+7,6 miliardi) e il minore utilizzo di quelli “energia e gas”, terminati a novembre 2023 (-3,8 miliardi);
- i contributi a fondo perduto versati dall’Unione europea per finanziare investimenti e riforme chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi REPowerEU (0,6 miliardi).
Alla fine del mese di marzo 2024 il debito delle Amministrazioni pubbliche rilevato dalla Banca d’Italia è risultato pari a 2.894,2 miliardi, in aumento di 30,7 miliardi rispetto alla consistenza rilevata al 31 dicembre 2023. L’incremento del debito, che considera anche varie partite di raccordo (gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione del tasso di cambio), e le disponibilità liquide del Tesoro (-11,3 miliardi) hanno finanziato il fabbisogno del Settore pubblico (51,3 miliardi).